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Mercoledì, Novembre 22, 2017

L'anima nella valigia (2013)

valigia

Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento: certo, speravo non in una fase così delicata della mia vita.
Tant’è che ora sono qui, a cercare di preparare il bagaglio per il mio viaggio, l’ennesimo; forse il più lungo, se lo vogliamo vedere da un certo punto di vista. Non sono certissimo di volerlo fare ma ormai la decisione è presa; non si torna più indietro.
Apro l’armadio e tiro fuori una valigia bianca; strano, non ricordavo neppure di averla. E’ bella, con le chiusure a scatto dorate e lucidissime e anche il colore, perfettamente integro e immacolato, mi dà l’esatta misura di quanto poco io l’abbia usata.
E’ strano… è la prima volta che mi trovo in difficoltà nel prepararla!
Butto un’occhiata sul cassettone; ci sono delle camicie candide e fresche di bucato, stirate e ben piegate. Ne prendo due, basteranno sicuramente. Poi… si, mi serviranno dei pantaloni e dei calzini, della biancheria; forse anche un pullover. Meglio essere prudenti visto che nessuno si è dato la pena di avvisarmi sul tempo che farà.
Per una strana coincidenza scelgo bianchi anche i calzoni. Sono già stanco e la voglia di partire è sempre meno.
Mi siedo per un po’ sulla poltrona accanto alla finestra; mi è sempre piaciuto soffermarmi ad osservare gli alberi del giardino e i fiori dell’aiuola, mentre i passerotti dispettosi riempiono l’aria con il frastuono del loro cicalante cinguettio.
Sentono anche loro che è arrivata la primavera; eppure a me non sembra. Tutto appare come fuori dal mondo, estraneo a me stesso.
Scuoto il capo per scrollarmi di dosso questa strana sensazione, questo senso di spossatezza.
In casa sono tutti in salone; sento il loro vociare confuso, il loro chiacchiericcio a tratti alterato. Come sempre, d’altra parte. Non c’è mai una volta che riescano a parlare con toni tranquilli, non c’è mai una volta in cui si trovino d’accordo su una qualunque questione, foss’anche la più stupida.
Non li sopporto più; forse è anche per questo che ho deciso di andarmene, di piantare tutto: lavoro, famiglia, amici.
Sono stufo, ecco. Davvero stufo.
Provo a entrare in salone ma sono troppo presi dalle loro questioni, dalle loro liti ignobili ed il loro berciare mi dà davvero fastidio.
Torno in camera; nessuno si è accorto della mia apparizione. Mi guardo intorno, verso il letto. C’è solo il cane accucciato sul tappetino, a fianco di quella strana cassa dal colore indefinito.
Lo osservo, provo a chiamarlo, ma solleva a malapena gli occhi verso la porta mentre il muso resta ostinatamente appoggiato, quasi incollato, alle zampe davanti, stese sul pavimento una sopra l’altra. Sembra pensoso mentre con un sospiro guaisce verso il sarcofago.
Ma… ora che guardo meglio… c’è qualcosa, là dentro.
Chiudo la valigia e, curioso, mi avvicino; resto inorridito nel vedere che, affondato in un rivestimento di raso bianco, c’è qualcuno che mi somiglia sorprendentemente.
Dorme.
Una luce innaturale inonda la stanza.
- Mi chiedi se sono pronto… - mormoro intimorito verso qualcosa, o qualcuno, che mi parla dentro - ma io non so cosa sia successo. Non posso andarmene così…
Nessuna risposta, se non quella che la mia mente percepisce, che mi impone di staccarmi da quel mondo, mentre ora vorrei poter tornare indietro, vorrei poter stracciare il biglietto per quel viaggio. Ma non me lo permettono; tutto è compiuto, ormai.
Ogni cosa ha perso il suo senso, il suo scopo. E’ dunque questo il fine ultimo del mio passaggio sulla terra, prima di tornare là, da dove sono venuto?
Mentre mi faccio queste domande vedo avvicinarsi alla bara gli amici più cari; vedo le lacrime inondare quei visi che tante volte avevo visto sorridere, vedo le persone con cui avevo diviso momenti felici, vacanze e follie, che non sanno darsi pace.
Dal salone continuano ad arrivare solo chiacchiere inutili, le ultime.
La luce si fa più intensa e mi sento fondere in essa. Allungo disperatamente la mano verso la valigia.
Dentro c’è tutto ciò che mi resta, tutto ciò che sono stato e che veramente conta e che non voglio vada persa.
Là dentro… la mia anima.
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Nel 2014, il racconto si classifica terzo ex aequo nel concorso “Qui dove camminano gli angeli” promosso dalla David and Matthaus Edizioni
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2014, “L’anima nella valigia” – inserito nell’antologia “Qui dove camminano gli angeli” – David and Matthaus Edizioni
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